La fantascienza non solo è femmina ma è anche russa (quindi rossa) e in più è classica.

La Beatitudine teatrale di Michail Afanas’evič Bulgakov ne è la prova.

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Qualcuno potrebbe definirlo ‘realismo fantastico’, altri preferiscono parlare di ‘illusione (fanta)scientifica’ del primo ventennio del secolo 900. Ma sempre riferendosi a Bulgakov, perché è lui il nostro autore di genere. Un classico ma di genere.

Ci parla di Beatitudine (e altri vizi) Fabrizio Parenti, attore, regista e drammaturgo. Ma soprattutto gran lettore, come ama definirsi.

F.P.: Intanto Bulgakov aveva un rapporto molto stretto con la scienza, era, se non mi sbaglio, un medico specializzato in dermatosifilopatologia. Pensandoci, tra i grandi autori teatrali russi abbiamo lui e Čechov, entrambi uomini di medicina;  tra l’altro nella letteratura russa, un certo filone scientifico è, se non onnipresente, spesso ricorrente. Ma chiudiamo la parentesi.

Bulgakov, in tutta la sua produzione, sia teatrale che letteraria, credo si possa a pieno titolo definire scrittore di fantascienza. Nei famosissimi racconti Le uova fatali (noto in Italia al grande pubblico grazie al celebre sceneggiato RAI)  o nel romanzo breve Cuore di cane, il plot nasce da un esperimento guarda caso scientifico che, pur eseguito con le migliori intenzioni – considerato il periodo storico e quindi gli ideali socialisti della nascita dell’uomo nuovo (homo sovieticus) – sfocia con umorismo nella Tragedia.

(locandine del film Le uova fatali)

uova fatali film uova fatali 1

(copertine de Le uova fatali)

uova fatali 4 uova fatali 5 uova fatali 2 uova fatali 3

Chiaramente il pessimista Bulgakov non ha particolare fiducia nell’uomo e, pur essendo medico, neanche nella scienza, anzi: considera quest’ultima una forma di stregoneria moderna posta al servizio dell’ideologia socialista come ‘il braccio armato’ della fallimentare salvezza sociale umana, vaticinata dal regime stalinista. E in questo conflittuale rapporto con la materia, si trova in compagnia dell’amico Jean-Baptiste Poquelin, ovvero Molière, il quale, si sa, aveva pessima considerazione dei medici.

Parlando di teatro, un testo straordinario e purtroppo poco rappresentato è “Beatitudine”  [Blaženstvo] che esiste in una versione parallela (con leggere differenze) e con diverso titolo: Ivan Vasil’evič ovvero Ivan il Terribile.

(locandina film Ivan Vasil’evič cambia professione)

Ivan Vasil’evič cambia professione film

Qui uno scienziato disoccupato e un po’ nullafacente viene abbandonato dalla moglie, un’attrice che si è innamorata del protagonista della piéce in cui sta recitando, ovvero l’uomo che veste i panni teatrali di Ivan il terribile. L’affranto marito decide di costruirsi una macchina del tempo in casa (parliamo di un palazzo moscovita ai tempi della NEP) quando gli fa visita l’amministratore dello stabile, mentre nell’appartamento accanto a loro entra un ladro. Inavvertitamente la macchina si avvia e i tre (il ladro, l’amministratore e lo scienziato) vengono trasportati nel futuro: Mosca anno 2222, la città della gioia e della serenità; ovvero BEATITUDINE.

Nel frattempo, la Time machine è rimasta aperta e, con gran furore, fa capolino nel presente (degli anni ’20) il vero Ivan il terribile. Che la moglie dello scienziato, tornata pentita all’ovile, scambierà per il suo ex amante…

Mi fermo qui perché credo sia meglio leggersi la commedia colma di momenti di ironia e satira politica, tra l’altro, ancora validissimi anche in differente regime politico. Beatitudine è, mio avviso, una delle commedie di Bulgakov più erroneamente sottovalutate e meno, o per nulla, rappresentate. Credo che, in generale, a tutto il suo teatro dovrebbe andare maggiore attenzione. Perché Bulgakov è un classico moderno, ha una scrittura capace di sperimentare su linguaggi e stili che vanno, come ci ha mostrato, dalla fantascienza al pulp.

bulgakov teatro russo 1930 bulgakov teatro bulgakov teatro russo 1020

Un autore che, oltre all’amore per la science-fiction, e pur essendo uomo di formazione scientifica, ha sempre avuto un grande interesse per il misterico e per l’esotismo. Per cui non si può non citare, parlando di lui, un capolavoro assoluto: “Il Maestro e Margherita” dove la figura di Satana diventa  per la prima volta moderna, ispiratrice di tutte le successive versioni/rivisitazioni declinate alla musica e al cinema. SYMPATHY FOR THE DEVIL dei Rolling Stones nasce dalla lettura di Mick Jagger del libro.

Quanto a Cuore di cane (intitolato dapprima “Felicità di cane”) ebbene, qui  lo stesso Bulgakov si sente un po’ un Satana degli anni ’20, mentre gode con ironia dell’inevitabile fallimento di ogni speranza di redenzione dell’uomo, che considera bello perché cialtrone.

(copertine del romanzo breve Cuore di Cane)

cuore di cane 4 cuore di cane 1 cuore di cane 2

(locandina dello del film)

cuore di cane 3

Il povero cane che inizia il romanzo breve con un ‘io narrante’, racconta di venir sottratto al freddo della gelida notte da Filip Filipovic Preobrazenskij, l’andro-ginecologo che è il prototipo ideale dello scienziato Bulgakoviano e, sempre per ironia satanica, è descritto come possibile Dio.

La vicenda è ambientata nei primi anni della rivoluzione russa e il medico-scienziato di fama mondiale è alla ricerca di qualcosa che arresti la vecchiaia e ringiovanisca. Così tenta, col supporto del suo fanatico assistente, un funambolico esperimento: trapianta in un randagio di nome Pallino, l’ipofisi di un uomo giovane appena deceduto.

L’esperimento riesce, almeno nella forma: dalle spoglie di can Pallino, nasce (e sceglie da sé il proprio nome) il signor Poligraf Poligrafovic Pallinov: tipico esempio di parassita sociale. Beve, ruba, fotte (mette incinta una fanciulla) e getta nello sconforto lo scienziato-creatore e tutta la nomenclatura socialista dell’epoca.

Con Cuore di cane non vado oltre, limitandomi a lanciare un invito alla lettura. Ma non senza un’ultima nota ironica che la dice lunga sull’attualità di Bulgakov: il medico che effettua l’esperimento è famoso come studioso di tecniche di riproduzione e attività sessuale. Praticamente un attuale sessuologo ed esperto di fecondazione assistita.

Extra:

Ivan Vasil’evič cambia professione è un film del 1973 diretto da Leonid Gaidai, commedia ispirata a “Ivan Vasil’evič”.

Nel cinema Cuore di cane ha invece ispirato sia Alberto Lattuada che Vladimir Bortko.

Negli anni settanta la RAI ha trasmesso uno sceneggiato televisivo in 2 parti intitolato, appunto, Uova fatali, per la regia di Ugo Gregoretti, con Gastone Moschin e Alessandro Haber. Mentre un adattamento radiofonico è stato trasmesso il 17 aprile 1981 nel programma Nightfall della CBC.

Nel 1996, Sergei Lomkin ne ha diretto una versione per il cinema.

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