«Noi tocchiamo ora ad una rivoluzione scientifica che operò nel consorzio umano il maggior cambiamento che siasi mai operato […] Tutti si avvedono come io alluda all’invenzione degli omuncoli o uomini di seconda mano, o esseri ausiliari».

Ippolito Nievo

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Ogni tanto vale la pena ricordare che Leonardo da Vinci fu uno degli ingegneri-artisti più attivi sul fronte della robotica. Pare infatti che tutta una serie di ingranaggi disegnati dal genio toscano non fossero altro che meccanismi da inserire all’interno di un’armatura per farne un essere con sembianze umane in grado di muoversi autonomamente. Che, tradotto nel gergo di oggi, potremmo definire: un post-umano.

E proprio di post-human parla Robert Pepperell nel suo Manifesto. Dove dichiara, per l’esattezza al punto 7, che: «Nell’era postumana le macchine non saranno più macchine». Sconcertante o affascinante? Tutto da vedere.

Ma cosa può generare l’effettiva inclusione  di umanoidi/androidi/post-humans nella società? La fantascienza si è spesa al riguardo, ma la realtà contingente supera sempre ogni nostra più bizzarra previsione.

Schlitzkus GIANT ROBOT

Parte il corteo:

GIÙ LE MANI, IL MANICHINO TI GUARDA!

Le vendite dei beni di lusso sono diminuite a causa della crisi? Alcuni rivenditori hanno pensato bene di offrire un nuovo particolarissimo prodotto su misura per i commercianti: manichini bionici dotati di una videocamera che cattura le immagini dei clienti e dei passanti. Un software di riconoscimento facciale permette di identificare le persone in base a sesso, età e razza.

Ecco a voi i manichini EyeSee! Realizzati da Almax, un’azienda italiana con sedi a Como, Parigi, New York e Toronto. Costano circa 4.000 euro al pezzo. In alcuni aeroporti vengono usati per identificare malintenzionati, nel tentativo di prevenire i furti. Ma a cosa servono messi in vetrina? Ti/ci studiano, personalizzano le offerte e fidelizzano i clienti. Ovvio, no? Le informazioni raccolte vengono utilizzate per allestire le boutique; se è il caso, per modificare il layout dello store; per creare promozioni o nuove linee adatte ad un target ben ‘identificato’. Qualche esempio: un noto marchio ha lanciato una linea di vestiti per bambini dopo aver scoperto, chiaramente tramite gli EyeSee, che la clientela pomeridiana è costituita in maggioranza dai più piccoli. Un altro negozio ha notato che un terzo dei visitatori dopo le 16 è di origine asiatica, per cui ha deciso di assumere dipendenti che parlano cinese.

Almax sostiene che le immagini non vengono conservate, per cui è sufficiente avere la licenza per la TV a circuito chiuso. Ma questa nuova pratica commerciale potrebbe considerevolmente incidere sulla privacy dei consumatori.

Non finisce qui: la prossima generazione di EyeSee sarà in grado di interpretare le parole pronunciate dai clienti, in base alle quali verranno mostrati su uno schermo i prodotti più adatti alle loro preferenze.

E siamo solo all’inizio.

 eyesee

QUELLI DA CUI NON RIUSCIREMO (MAI?) PIÙ A LIBERARCI

È appena stato presentato alla Human-Computer Interaction conference di Birmingham, Savvybot: un robottino sviluppato e costruito da Nuno Gato e dai suoi colleghi della Robosavvy di Londra.

Se da un lato della rete aumenta il numero di utenti che per motivi di privacy celebrano il funerale del proprio profilo fb, dall’altro nasce Mr Savvy che interagisce con noi entrando in contatto guarda un po’ proprio tramite i social network.

savvybotNew

GEMINOID F.: STASERA È DI SCENA L’ANDROIDE

Il quotidiano La Repubblica ha di recente intervistato il drammaturgo Ozira Hirata per conoscere le capacità attoriali della sua creazione.

Come si muove in scena Geminoid F.? «Ha due possibilità: o essere azionato da un tecnico dietro le quinte, con la voce di un’attrice anche lei nascosta. Oppure il suo ruolo è memorizzato ed eseguibile, sempre uguale, infinite volte».

geminoid f - 2

geminoid f - 1

SE INVECE PARLASSIMO DI OLOSTAR?

Hatsune Miku è una creazione della Crypton Future Media, azienda giapponese che non solo ha inventato la voce della cantante — grazie a un sintetizzatore vocale della Yamaha, “Vocaloid” — ma ne ha anche realizzato un corpo olografico per farla interagire con il pubblico.

Per mantenere la voce di Hatsune il più realistica possibile, gli è stata  impostata come base vocale quella di una nota doppiatrice di anime giapponesi, Saki Fujita, che ha già fatto parlare i protagonisti di grandi successi come Bleach, Avalon Code, Angel Beats! e Kekkaishi.

Hatsune Miku ha esordito da spolista con “Stargazer”, era il marzo 2010. I brani e gli show della olostar sono distribuiti su DVD e Blu-ray. in arrivo anche il videogame “Hatsune Miku Project Diva”.

INTANTO LA MUSICA RISORGE CON LE OLO DELLE STELLE DI OGGI (MA ANCHE DI IERI)

 

ROBOTICI MOULIN ROUGE IN SALSA ASIATICA

Si tratta di uno spettacolo telecomandato di luci, danze e cabaret. Il biglietto d’ingresso è di 32 euro, cena inclusa.

Al Robot Restaurant di Tokyo possiamo trovare (manovrate da avvenenti ma muscolose ragazze in bikini) gigantesse che danzano tra i tavoli e che inscenano sexy show per un pubblico probabilmente poco interessato alle specialità dello chef. Infatti il menù è un po’ esiguo: solo tre piatti. Forse perché è più facile ottenere una licenza per la ristorazione che per l’impiego pubblico di robot ciclopici, ragazze dell’esercito, bande musicali e spettacoli in motocicletta.

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METTI UNA SERA A CENA  

Sì, A PATTO CHE A SERVIRMI SIA UN ROBOT!

A Harbin, nella provincia Heilongjiang in Cina, un piatto costa tra i 5 e gli 8 dollari e l’atmosfera è alquanto singolare. Tutto il personale, dal cuoco ai camerieri per un totale di diciotto elementi, è composto interamente da automi. Mentre i clienti gustano le portate al tavolo, un pet (chiaramente robot) intrattiene i più piccini. Sviluppati e gestiti dal Liu Hasheng e il suo team di ingegneri, i robot sono stati realizzati dalla Harbin Haohai Robot Company che ha investito nel ristorante circa 640mila euro.

Ad attirare i nuovi clienti e ad illustrare loro le specialità della casa, dei piccoli umanoidi posti all’entrata.

Robot Restaurant Robot Restaurant 5 Robot Restaurant 2

L’ANTENATO

Errare è umano, ma per i tedeschi deve essere tremendo. E’ così che a Norimberga nel 2008 è nato il primo ristorante gestito in maniera robotizzata: è il Beggar’s.

UN TEMPO C’ERANO GLI ANIMALI DA SALOTTO, OGGI I CANI DA SMARTPHONE

Si tratta di un follow-up per i-SOBOT, un robot bipede uscito nel 2007: i-SODOG è destinato a clienti di tutte le età.

Dotato di sensori sulla schiena e la testa — un sensore biometrico nel naso gli consente di comunicare con gli altri ‘lui’ —; è in grado di riconoscere circa 50 parole. I-SODOG tende la zampa, si accuccia a comando ma sa anche ballare a ritmo di mp3. Può essere controllato tramite un’app dallo smartphone. I punti che conquista quando lo porti fuori a passeggio (fa punti se ti riporta l’osso?) possono essere convertiti in cibo, ovviamente virtuale. Se due esemplari entrano in comunicazione e magari uno dice di aver fame, l’altro potrebbe rispondergli: “OK, andiamo a mangiare insieme!”. Il pet che non sporca è sviluppato da Tomy. Costo? US $ 400, tasse incluse.

dog robot smarphone

E QUANDO I PIU’ BELLI SI FANNO OBSOLETI? DRITTI AL MUSEO

 

SE QUALCUNO RISCHIASSE DI CONFONDERSI ASPETTANDO CHE L’I-DOG FACCIA DAVVERO I SUOI BISOGNI, O INVIANDO LETTERE D’AMORE A UN OLOGRAMMA?

NO PROBLEMA,  PUÒ SEMPRE FARE IL TEST DELLA STANZA CINESE

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