Stralci da una conversazione on-line avvenuta questa estate con Daniele Timpano

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LFF: Mi farebbe molto piacere dedicare un post ai tuoi lavori all’interno del mio Blog. “Ecce Robot!” è decisamente a tema, ma anche il tuo lavoro sugli zombie ci calza a pennello: ero a Perdutamente (progetto del Teatro India di Roma) e ricordo masse informi e claudicanti aggirarsi a braccia tese sulla ghiaia… Il titolo/domanda, è: “ZOMBIE versus ROBOT” (che a ben pensarci potrebbe essere anche la copertina di un tiggì delle 12… ma questa è un’altra storia) che dici?

DT: Mi pare molto bello (il titolo) e una bella idea. Leggermente ingiusto visto che attribuisce solo a me la responsabilità sugli zombi (che invece è un progetto nato e realizzato con Elvira Frosini) ma bello. Mi farebbe molto piacere. Gli zombi debuttato il 28 novembre! Anzi, già che li hai nominati, capiti a ‘fagiuolo’ per darci un feedback veloce sull’esperienza indiana, nel senso che partendo dal presupposto che sicuramente ne avrai fruito come quasi tutti in maniera frammentaria, mi interessa sapere cosa te ne è rimasto nel ricordo, quali siano le impressioni più forti che ne restano. Quali pezzi hai incrociato? la manifestazione coi cartelli? il presepe? la partita di calcio? o uno dei pezzi più quasi teatrali in sala?

LFF: (Ora ho la vaga impressione di essere io l’intervistata!) Ero al bar del Teatro India quando dalla porta è sbucata una mandria di zombie con cartello al collo. Interessanti le frasi riportate sopra, come si suol dire, d’attualità. L’effetto massa/mare/magma è un elemento suggestivo. Dire che sono uno specchio della realtà è banale, ma anche a quello viene da pensare. Tra l’altro, guardandoli mi sono tornati alla mente i numerosi casi che lo scorso anno sono stati segnalati in USA: ad un certo punto, “zombie” era diventato uno tra i termini più ricercati su google e più presente sui notiziari locali americani.

DT: O.K., era la  versione coi cartelli e basta; c’è anche la versione con me vestito da prete che li incito col megafono!

LFF: Interessante, la vedrò a novembre? Mi piacerebbe inserire qui del materiale (foto, sicuramente un link a “Ecce Robot!” e tutto ciò che mi vorrai segnalare).

DT: Intanto tieni presente che un po’ di materiale è sul mio blog, alla pagina “Ecce Robot!”

LFF: Ora me lo spolpo un po’!

DT: Il testo è strano. Ho la versione pubblicata nell’antologia “senza corpo” di minimum fax, che è parziale e comunque un po’ diverso dallo spettacolo, mancan tutte le puntate di Mazinga. Ed ho il mio copione. Ma il mio copione è disordinato e difficile da leggere, e comunque non è ugualissimo in tutti i passaggi allo spettacolo (però ci sono le trascrizioni-riscritture delle puntate di Mazinga integrali, compresa una terza che nello spettacolo adesso non c’è più e c’era solo nelle primissime repliche).

LFF: Chiarissimo.

E la chiacchierata proseguì così fino al calar del sole, fino, fino a…  tanto a voi che interessa cosa può accadere quando un robot incontra uno zombie?  … fino a che si iniziarono a sentire i primi passi molli e disarticolati provenire dalla strada. Erano quelli di… CLOMP! ARGH! BLEAH! BONK! CHEW! CHOMP! CRASH! AUCH! GURGLE… CRUNK… CRUNK… CRUNK…

Immagine

ECCE ROBOT! 

cronaca di un’invasione

Viva Mazinga! Lasciamolo vedere ai bambini,
tanto non sarà lui a farli rincretinire.
[Marco Ferreri]
uno spettacolo di e con Daniele Timpano ispirato liberamente all’opera di Go Nagai

Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l’infanzia tra robot d’acciaio.

Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) lo spettacolo è il divertito ed autocritico racconto di una generazione cresciuta davanti alla Tv.
DT
Il testo dello spettacolo ECCE ROBOT! cronaca di un’invasione è pubblicato da Minimum Fax 
all’interno dell’antologia: SENZA CORPO voci dalla nuova scena italiana a cura di Debora Pietrobono [ www.minimumfax.it  ]

 

Daniele-Elvira-15x10cm

ZOMBITUDINE

Gli Zombi siamo noi.
Noi siamo loro e loro sono noi.
Il nostro passato, il nostro presente e l’unico futuro.
Lo Zombi è Il vecchio che non muore e il nuovo che non c’è.
Lo Zombi è un morto che cammina e non sa dove va.
Come noi.
Lo Zombi s’è perso, è sperso, disperso.
Lo Zombi è sicuro solo in gruppo.
Lo Zombi, da solo, è perduto. Come noi.
La Zombitudine è la nostra condizione.
Gli Zombi siamo noi.
stiamo arrivando 

zombitudine.it

ZOMBITUDINE
uno spettacolo di e con
Elvira Frosini e Daniele Timpano“La morte è una cosa meravigliosa” 
[ Richard Matheson, 1954 ]Vorremmo essere morti. 

O dovremmo essere morti. 

O forse siamo morti? 

Morti fra i morti. 

Tutto inizia con i morti. 

Se non siamo morti, non cominciamo. 
 
Siete morti? Cominciamo.

Forse il punto non è “cosa accade se Mazinga incontra Mr Zombie” ma cosa accade se loro incontrano noi. Qualcuno sostiene che potremmo avere l’impressione di stare in buona compagnia dei nostri simili… Tuttavia è un’affermazione banale, così banale da sembrare ormai scontata quotidianità.

APPROFONDIMENTI: per appassionati di zombie, di horror, di gore e generi simili, ecco una trasmissione televisiva che ne ha da tenervi svegli notti intere!  http://www.wonderland.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-f4082c96-2da5-464c-9ae2-0aab5b89bfd0.html  E questo episodio è solo un assaggio: spulciate signori, continuate a spulciare… in attesa che il prossimo zombie arranchi alla vostra porta. O vi esca dallo schermo…

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