TODO MODO

La crisi mistica

di un universo in crisi

Fiction: tutto parte da un libro. Le pagine sono quelle di un giallo che sfogliato muta in una istantanea che guardata si rivela essere una guida turistica alla storia d’Italia nei decenni a venire. No, nessun legame con chiaroveggenza, fondi di caffè o premonizioni.  Ma una lettura attenta e la capacità illuministica di descrivere quell’oggi (era il 1974) in divenire.  Todo Modo non a caso è un’opera di Leonardo Sciascia. Todo Modo è anche il titolo della pellicola che Elio Petri inizia a girare un anno dopo l’uscita del giallo-polaroid-guida turistica.

Nel testo è un pittore, nel film è il Presidente a recarsi presso l’eremo-prigione di Zafer: un territorio geograficamente indefinito, un luogo celato al mondo e frequentato una volta l’anno per compiere esercizi spirituali (pratica religiosa ideata da Sant’Ignazio di Loyola nel lontano 1500). Ma frequentato da chi? Il Presidente – acuminata e non poco inquietante interpretazione di Gian Maria Volonté – si ritira a Zafer (a far cosa lo mostreranno hitchcockiani colpi di scena) in compagnia di retrivi figuri dotati di superpoteri, ma non nel senso eroico o fantascientifico. Bensì quel genere di gente che oggi, in virtù (o cagione) della posizione che ricopre, dal bar al supermercato, dalla tribuna mediatica al giornale di quartiere, tutti chiamano: la casta. Un termine eloquente e molto in voga, di questi tempi più che allora. Esistono poi sinonimi e derivati, come: piduisti pitreisti privilegiati intoccabili illuminati e via così. Perché sono davvero tanti i lemmi a tema pronti all’uso. Basta rovistare un po’ nel nostro vocabolario contemporaneo per esprimere indignazione o dare sfoggio di retorica davanti al bancone del bar, dal carrozziere, allo stadio o sul tram: chi non timbra piduista è, è, è.

– Che cosa avvicina di più alla fede, lo sviluppo o la stasi?

– Dio non si monetizza.

– La rendita parassitaria è un peccato veniale o mortale?

– E chi ha detto che è un peccato.

E la macchina dell’informazione non lesina, al contrario produce, ripesca, sdogana e diffonde tutto quel che serve per dare fiato a lle trombe. Casta: un termine decisamente inflazionato; vien da pensare che nemmeno con la lingua l’italiano sa trovare un po’ di stabilità. Sarà per questo che negli ultimi 5 o 6 anni almeno una volta al giorno sentiamo o pronunciamo – a ragione, ma talvolta anche un po’ a sproposito – la tremenda parola : una eco inquietante che risuona per le vie della città come la voce de Il giudizio Universale di Vittorio De Sica.

Ma torniamo a Todo Modo: l’infausta comitiva si trova riunita in località ignota a espiare peccati e reati mentre fuori un’oscura epidemia sta decimando il paese.

– Epidemia , sì. Nooo, e chi ha parlato di tasse? –

Di fatto quel che accade tra i cunicoli e le celle di Zafer è tutt’altro, e la purificante circostanza fa da g lassa a imprese ben più ardue: i notabili son lì per rimescolare le carte. Ridefinire le larghe intese, divaricarle. Con ogni mezzo e ad ogni costo. Tutto g ira intorno a un partito che nella finzione cinematografica è orfano di nome e di colore. Anche se la somiglianza del personaggio del Presidente con un esponente politico di primissimo ordine di quegli anni, è a dir poco imbarazzante.

Si sta parlando di un film degli anni ‘70, tratto da un testo che oggi definiremmo un instant book, eppure sembrano i nostri giorni.

Riassume tutto una celebre frase de Il Gattopardo: “Tutto cambia affinché nulla cambi”.

Una tragica vicenda di rapimento che riguarda il nostro passato recente etichettò Todo Modo film premonitore. Pagine oscure e sanguinose della storia d’Italia. Che nessuno vorrebbe vedere ripetersi.

E se invece di ragionare per fotogrammi ci domandassimo che epilogo potrebbe riser vare la realtà a un gruppo di politicanti e farisei barricati nella difesa di interessi particolaristici? Anche fuori dallo schermo la risposta appare la stessa: todo modo para buscar la volontà divina.

Avete mai sentito parlare dell’effetto farfalla, o sliding doors ?

Applicandolo al cinema vediamo che altri finali sono possibili. E che altre vie sono percorribili ce lo mostra la realtà: con l’Iniziativa Popolare ZEROPRIVILEGI la casta lombarda è stata messa alle strette, son bastate le 11.000 firme dei CITTADINI. Il progetto di legge a iniziativa popolare, così come era stato presentato non è passato. Tuttavia la Regione, stretta sulla questione, ha deciso di legiferare da sé, e così l’obiettivo è stato comunque raggiunto: abrogazione del Vitalizio e dell’Indennità di fine mandato ; riduzione del 10% dell’Indennità di funzione e della Diaria.

Pubblicato su N.1 MENSILE VIVESSERE| rubrica STRANGER THAN FICTION

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...